Il Bosco: segreti d’Aria e di Sottoterra

Il bosco è una grande creatura collettiva in costante connessione e scambio. Potremmo certamente definirlo un organismo inter-specie poiché ad esso partecipano animali, vegetali ed elementi minerali in una circolazione continua di sostanze ed informazioni.

Come spesso ci succede quando diventiamo curiosi del funzionamento della natura scopriamo che noi umani non inventiamo nulla di nuovo, ma traiamo ispirazione da essa, anche quando le conoscenze scientifiche che la riguardano non si sono ancora palesate. E’ il caso della Wood Wide Web, una rete complessa e sotterranea con la quale le piante di un bosco sono perennemente in contatto per scambiare informazioni, sostanze, azioni di cura, sostegno alimentare e crescita delle nuove generazioni, intraprendere azioni di difesa e molto altro ancora. Un po’, ma solo un po’, come internet per noi…


Gli studi della ricercatrice canadese Suzanne Simard, docente di ecologia forestale e studiosa di reti simbiotiche, rivelano alcuni elementi chiave si questa tessitura di scambi che può divenire un modello sociale fondato sull’importanza di vicinanza e collaborazione come sostegno alla vita.

 

Alberi Madre

La micorriza, aspetto cruciale di questa rete messa in luce dagli studi della Simard, è la relazione simbiotica che si instaura tra le radici delle piante e i funghi, attraverso l’apparato complesso delle ife, filamenti unicellulari o pluricellulari, che disposti uno sull’altro formano il micelio, ossia l’apparato vegetativo dei funghi. Questo intreccio permette di scambiare sapere, conoscenza, rimedi, ricordi e cura e ruota intorno ad entità potenti e incantevoli: gli Alberi Madre, una sorta di antenate pronte a garantire la sopravvivenza delle generazioni future e la complessità dell’ambiente bosco.

Questa definizione così poetica in un contesto scientifico ci permette davvero di sentire che questo è il tempo in cui supereremo le contraddizioni per avvicinarci ad una comunione di intenti, che la ricchezza dei vari linguaggi contribuiscono a creare.

E con questa leggerezza, possiamo alzare lo sguardo verso il cielo, per accorgerci che anche la parte aerea degli alberi nasconde importanti sorprese.

monoterpeni

Possiamo così scoprire che le piante (alcune maggiormente di altre) producono sostanze particolari dette monoterpeni, molecole di origine organica molto volatili, cioè facilmente disponibili allo stato aeriforme o gassoso. Essi possono essere prodotti, in misura minore anche da funghi, batteri e alcuni insetti. Sono la base di resine e olii essenziali e determinano l’odore delle foglie e dei fiori. Dal nostro organismo vengono assorbiti attraverso la pelle e le mucose, provocando un innalzamento della risposta immunitaria ed effetti benefici sull’apparato cardiocircolatorio, ormonale e nervoso.

perché le piante li producono?

Per esse, sono veri sistemi di informazione con cui comunicano, ad esempio, l’allerta contro un’invasione di parassiti o predatori. Il messaggio arriva alle altre piante che possono produrre sostanze di difesa, inviare sostanze tossiche nel punto in cui i parassiti si predispongono al banchetto, innalzare il loro sistema immunitario, fino, addirittura a mandare messaggi dissuasivi ad insetti e aggressori, avviando dunque una comunicazione inter-specie.

Vale anche per noi. Stare in un bosco ed inalare queste sostanze ha l’effetto benefico di innalzare le nostre difese immunitarie, ridurre la produzione di cortisolo e aumentare quella degli ormoni collegati ai nostri stati di benessere.
Si apre un tempo nuovo, di dialogo tra discipline, tra scienza e pensiero filosofico e spirituale. Si può parlare di Biofilia in contesti allargati, ed arriva, benedetta, anche la possibilità di reintegrare il corpo umano nel grande sistema della natura, di tornare a farne parte.

 

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