Cosa c’è in programma

Ecco il sentimento che mi muove, le conoscenze che mi appassionano, l'emozione che mi spinge a condividere con te il mio cammino...

Ti racconto brevemente con parole ed immagini,  dei miei interessi, di quello che mi emoziona, che ho studiato e continuo a studiare con entusiasmo. Come vedi ci sono ingredienti che troverai sempre in ogni “mia ricertta”: natura, tradizioni, mistero, antropologia ed anche crescita personale, perchè qualsiasi cosa può essere occasione di cresicta e arricchimento, se fatta con il giusto atteggiamento, quel misto di curiosità ed incanto e tanta voglia di migliorasi, sempre!

Grazie del tuo tempo! Sotto trovi il programma del mese, basta scorrere.
A presto, allora!

C’è un bosco, dentro ognuno di noi, ed è quel luogo profondo in cui conserviamo la nostra integrità. E’ un luogo dove “siamo albero”, dove le nostre radici creano connessione, garantiscono appartenenza e nutrimento, ci danno stabilità e “reggono” il nostro slancio, quel giusto desiderio di cielo, quella promessa di fiori e di frutti, che è il nostro regalo, il nostro contributo al cerchio sacro della vita. Il bosco è molto di più di un’opportunità di benessere è un modello etico e sociale, è il modo naturale in cui la vita si manifesta sulla Terra. Seguendo questi principi, unendo le conoscenze relative alla biofilia, all’ecologia profonda e gli studi sull’ecologia forestale disegno le mie proposte di immersione in natura, seguendo il ciclo del tempo naturale e di quello delle forze che abitano la natura

Camminare è un’arte animale profonda e arcana. E’ una scommessa, è quel continuo riprendere l’assetto, vincere il disequilibrio, usarlo per procedere. Ma camminare per noi umani, non è solo spostarsi consapevolmente, è anche guardare, vedere, accorgersi, ammirare, osservare, sentire la bellezza con tutti i sensi. E’ il modo con cui, per millenni, abbiamo tracciato rotte sul pianeta, imparando, esplorando e scambiando. Ogni passo sulla terra è l’inizio di un’avventura che tesse ricami sottili di pensiero, sui luoghi. Ogni passo è un dialogo, perché è vero che se noi parliamo, la terra risponde, ma è vero anche che a volte è da quel substrato materno che inizia il dialogo, quando sentiamo che c’è qualcosa che ci “parla dentro”. Ogni passo celebra un rito…

…E poi c’è il racconto, che è una dimensione di intimità, consolazione, conoscenza intuitiva e incanto, cui mi ha avvezzata la mia nonna materna, che era una grande cantastorie. Nel lavoro con i bambini a scuola, nello storytelling che precede le sessioni di pranoterapia, il racconto prende per me uno spazio centrale. Nella mia formazione filosofica me ne sono occupata molto, ricercando e raccogliendo dagli anziani i racconti della tradizione. Sono concentrati simbolici dell’essenza delle nostre radici culturali. Sono locali ed al contempo universali. A volte sono comprensibili da subito, a volte per capirli abbiamo bisogno di uno sguardo ampio, che arriva, magari, da un’altra civiltà. Io cammino e racconto, le storie di un tempo e i perchè delle cose, la magia delle cose magiche…

…E poi ci sono le erbe spontanee, quelle buone da mangiare, care alla tradizione popolare, non solo per il lorouso alimentare ma anche come impieghi nella cura. E ci sono le Herbane, le donne medicina, le nostre sciamane locali…perchè anche noi le abbiamo sempre avute e ancora le abbiamo… Qui si intercciano storie sul potere magico delle erbee sui  poteri delle herbabe. E si passa dall’erboristeria alle fornule taumaturgiche, sussurrate piano piano: i “Secret” o “signature”, passati di nonna in nipote, di madre in figlia in modo nascosto
Ecco le “masche”, più raramente i”mascun”: figure antiche che oggi, sempre più, suscitano il nostro entusiasmo. Più ci avviciniamo alla natura e alle nostre radici, più diventiamo curiosi.